Progetto “Libriamoci”

“Libriamoci”

Gli studenti del “Volta” maestri per un giorno

Il Liceo “Volta” partecipa per il quinto anno consecutivo al progetto “Libriamoci”, dedicato alla lettura ad alta voce.
Nella settimana dal 22 al 27 ottobre 2018 le classi del Classico e dello Scientifico si sono recate nella scuola elementare “Salvetti” per un’esperienza didattica del tutto particolare. Per un giorno gli studenti liceali hanno lasciato i loro banchi e si sono seduti in cattedra davanti al pubblico dei bambini.
L’attività è fondamentalmente una lettura; ma non solo. Chi vi prende parte sa quanto imprevedibile sia il pubblico dei più piccoli e quanto non basti semplicemente leggere per coinvolgerlo. Il dialogo e il gioco hanno aiutato a creare un clima festoso, in cui si impara divertendosi.
I bambini hanno partecipato all’attività, ravvivandola con i loro interventi, con le loro battute, con la loro spontaneità ed estrosità. Hanno ascoltato le letture in classe e giocato con le parole, con i suoni, inventando metafore e parodie (magari senza saperlo). Hanno regalato disegni e scambiato biscotti con i loro giovanissimi maestri.
I ragazzi hanno provato il brivido di cimentarsi in un ruolo nuovo, diverso, e magari, perché no?, per capire cosa vogliono fare da grandi (oppure cosa non vogliono fare!).
Per tutti “Libriamoci” è stata un’occasione per leggere e per ritrovare le storie più belle, più care, più terrificanti, più divertenti e indimenticabili; un modo per riassaporarle e per condividerle tutti insieme.
Ecco i commenti della giornata rilasciati dai ragazzi del “Volta”.

Sabiana Brugnolini


Io e il mio gruppo siamo stati in una terza. Inizialmente eravamo molto emozionati, ma una volta in classe ci siamo sciolti anche grazie all’aiuto delle maestre. Abbiamo iniziato a leggere i libri che avevamo scelto, ma dopo il secondo ci siamo accorti che i bambini non erano più attenti e che dovevamo inventarci qualcosa. Così abbiamo messo mano ai giochi: alcuni li avevamo preparati in anticipo con la prof, altri li abbiamo improvvisati lì perché non bastavano… Proprio durante uno di questi giochi, alla domanda: “Un sinonimo di esultanza?” si è aperta una discussione sul calciatore più forte e sull’esultanza più bella tra Paulo Dybala che segna oppure Mauro Icardi.
Le due ore sono passate in fretta. Alla fine i bambini ci hanno regato delle caramelle. È stata un’esperienza bellissima che rifarei senza alcun dubbio.

Giulia Ghini


L’attività che abbiamo svolto in una quarta elementare mi ha divertito molto. La maggior parte degli alunni, in particolare le bambine, era attenta e partecipava con entusiasmo, mentre i maschi dormivano.
Per “Libriamoci” abbiamo scelto Il GGG, che ha riscosso un grande successo. Ma la parte più divertente è stata quando abbiamo manipolato una pagina del libro sostituendo le parole originali con altre suggerite dai bambini: il risultato era davvero buffo!
Ho trovato “Libriamoci” un’idea originale e costruttiva, sia per noi che per i bambini, perché stimola la nostra capacità di esprimerci e l’ascolto nei più piccoli.
Grazie per questo esperimento.

Eugenio Mecacci


 

L’attività “Libriamoci” è stata un’esperienza costruttiva e formativa.
La classe in cui sono capitato era piccola e isolata, una quinta con pochi alunni.
I bambini erano attenti, ma un po’ intimiditi e quindi facevano fatica a partecipare e intervenire. Alle nostre domande sulle letture, ma anche personali, erano
insicuri e rispondevano solo spinti da noi o dalla maestra.
Nel complesso la mattinata è stata bella, anche perché per me è stata un’esperienza completamente nuova.

Filippo Verdini


Io sono stata scelta per leggere ai bambini di una classe prima, insieme ad alcuni dei miei compagni di classe. Non è stato facile, ad essere sinceri, non sapevamo sempre come comportarci e spesso capitava che ci sentissimo abbastanza a disagio o che nessuno sapesse cosa dire in quel momento. I bambini si sono divertiti, soprattutto con i giochi, e sono piaciuti loro soprattutto i libri con scene divertenti e con le illustrazioni. Dopo la fine delle letture ci hanno fatto molte domande, anche se poche riguardanti i libri, alle quali abbiamo risposto, a volte anche con qualche risata.
È stata davvero una bella esperienza, spero che in futuro si possa ripetere.

Valeria Ferrara


“Libriamoci” è stata un’esperienza grazie alla quale ho capito come si sentono i professori quando hanno una classe da gestire e alla quale insegnare cose nuove mantenendo costantemente l’attenzione. Fortunatamente mi è capitata una classe attenta ma allo stesso tempo non troppo chiusa, che durante la lettura era concentrata e pronta.
Durate il laboratorio, invece, ci sono stati molti momenti divertenti in cui anche le maestre hanno riso: per esempio quando ai bambini è stato assegnato il compito di disegnare il loro libro preferito e ci sono stati vari risultati, tutti molto colorati e vivaci. Le maestre ci hanno aiutato a legare con la classe e a superare l’impaccio iniziale.
Una cosa che mi ha fatto molto piacere è stata quando una bambina, a fine mattina, mi ha regalato un disegno, e anche l’accoglienza calorosa da parte di tutti.

Letizia Nacci


“Libriamoci mi è sembrato subito un progetto invitante. Mi piaceva l’idea di andare a leggere a dei bambini, visto che amo la lettura.
Arrivati nella classe che ci era toccata, una quarta elementare, ci siamo presentati, abbiamo parlato del libro che si intitola Il GGG. Abbiamo deciso di presentare proprio quello perché si sapeva che in tanti lo avevano letto e magari avevano visto il film.
Arrivata a leggere, ero super imbarazzata: non volevo fare brutta figura e avevo anche paura che non li interessasse né la storia né i giochi che volevamo fare.
Invece poi è andata bene. Il gioco che più li ha fatti divertire è stato quello in cui si sostituivano le parole di un passo del libro con i nomi, i verbi e gli aggettivi scelti da loro. A rileggere il passo, alla fine, si sono divertiti parecchio.
Alla fine mi sono davvero divertita, nonostante avessi avuto paura di fare brutta figura. Penso che se mi ricapitasse l’occasione lo rifarei. Dopo tutto, io in prima persona so che leggere fa bene e mi piacerebbe trasmettere questa mia passione.

Oksana Cini


Mi è capitata una quarta, la classe giusta, secondo me, per affrontare il progetto con serietà, ma sapendosi divertire.
Durante le letture alcuni elementi disturbavano, ma facevano anche ridere con le loro battute. Altri ancora, invece, interagivano e partecipavano con interesse. Volevano che continuassi a leggere per la quarta volta di fila lo stesso testo (testo sul quale, in precendenza, avevo contrassegnato delle parole e con il loro aiuto ne avevo inserite delle nuove, più strane e particolari: alla fine è venuto fuori una pagina davvero divertente). Nel complesso è stata una buona esperienza da ricordare, che mi ha fatto anche aprire gli occhi sulla grande pazienza che gli insegnanti devono avere per sopportarci tutti.

Giovanni Tangari


Le emozioni erano stranissime; non riuscivo a capire bene cosa provavo.
Entrati in classe c’erano una ventina di bambini e bambine che ci stavano
aspettando. Alcuni di loro erano attenti, altri passavano il tempo chiaccherando
o giocando con le carte.
Quando abbiamo iniziato l’attività la classe è impazzita: c’erano bambini che si
alzavano e iniziavano a ballare, chi rispondeva male alle maestre e solo alcuni
seguivano e facevano domande.
Leggere in quella confusione era un’impresa. Le maestre hanno fatto il possibile per tenere la classe in ordine, ma non sempre ci riuscivano.
L’unico metodo per farli stare attenti era chiedere se avevano capito o
fare loro una domanda. A quel punto si mettevano a ragionare e per un po’ stavano in silenzio. Quando però qualcuno alzava la mano perchè aveva una risposta plausibile, la classe ricominciava col baccano e le maestre erano costrette a richiamarli.
La voglia di fare non gli mancava, però l’euforia li ha portati a fare troppa confusione e questo ha reso il progetto un po’ faticoso.
Comunque è stata una bella esperienza. La rifarei se la classe fosse più
rispettosa, verso le mestre e verso noi.

Riccardo Lippi


Insegnare a bambini di prima elementare sembra facile ma in realtà non lo è, specialmente in una classe in cui ci sono molti stranieri che non conoscono la nostra lingua.
Nella classe che mi hanno assegnato non stavano attenti, ma grazie all’aiuto della maestra siamo riusciti a coinvolgere tutti, anche i meno disposti. I giochi linguistici in particolare hanno attirato la loro attenzione.
Sono entrata in quella classe convinta di dover svolgere un compito semplice e ne sono uscita con la consapevolezza che catturare e mantenere l’attenzione dei bambini è difficile e richiede metodi e tecniche che solo l’esperienza sul campo fa acquisire.

Benedetta Gambelli


“Libriamoci” è stata un’esperienza strana. Non mi aspettavo che fosse così difficile gestire una classe, ma è stato divertente. I bambini sono stati buffi e spontanei, e penso che questa sia una caratteristica unica della scuola elementare.
C’è stato un bambino che, ogni volta che qualcuno finiva di leggere, applaudiva e diceva : “Auguri!!! Buon compleanno!!!!”
Un altro momento buffo è stato quando un bambino è arrivato davanti a noi con un dente in mano e ha detto che se lo era staccato. Noi non sapevamo cosa fare, così è intervenuta la maestra con un fazzoletto di carta. Un altro bambino nell’intervallo ha detto che a lui, quando i denti dondolano, danno fastidio perciò se li “sbarba”! Così abbiamo iniziato tutti a ridere.
Insomma è stato molto divertente e inaspettato.

Giulia Funaioli


La nostra classe (terza elementare) non era molto numerosa, ma tutti i bambini erano partecipi e attenti; questo un po’ mi ha stupito perché non pensavo che fossero interessati ai nostri libri. Ovviamente i libri più buffi sono stati quelli che hanno suscitato più risate e divertimento.
Per non far alleggerire e variare la lezione abbiamo organizzato anche dei giochi. La classe ha risposto bene e io sono rimasta sorpresa non solo dalla loro bravura, ma anche dalla loro fantasia. I giochi che sono piaciuti di più sono stati la sostituzione, che ha reso i passi dei nostri libri più buffi e divertenti, e l’impiccato con le parole dei libri scelti.
I bambini sono stati da subito entusiasti e affettuosi e quando siamo andate via ci hanno offerto una caramella per ringraziarci.

Caterina Castelli


Ero in una terza. Inizialmente abbiamo letto i nostri libri e successivamente, per rendere un po più leggera l’attività, abbiamo fatto dei giochi, partendo per esempio dai nomi e cognomi degli alunni…
L’attività è stata bella. Ho avuto la sensazione che si siano divertiti, per lo meno la classe in cui ero io.

Jack Pazzagli


In una seconda io ho letto Viaggio nel tempo di Geronimo Stilton. I bambini mi sembravano abbastanza interessati mentre leggevo. Poi le maestre hanno proposto agli alunni di disegnare la copertina del libro che gli era piaciuto di più; noi potevamo aiutarli.
La maestra mi ha detto di aiutare un bambino biondo in prima fila. Io mi sono seduto accanto a lui, ma lui non voleva disegnare perché i libri non gli erano piaciuti. A questo punto si è messo a piangere e io sono rimasto senza parole… Non sapevo cosa fare, così ho chiamato Rebecca (che era nel mio gruppo) e l’ho lasciato nelle sue mani. Mi sono diretto da un bambino che stava disegnando la mia copertina, gli ho detto che era bravo a disegnare e lui mi ha risposto: “Lo sapevo anche da me”. Io gli ho chiesto se potevo aiutarlo e lui mi ha detto: “Lasciami stare, sono bravo a disegnare”. Allora l’ho lasciato da solo. Comunque lui non era l’unico a disegnare la mia copertina: due bambine lo stavano facendo e sono andato ad aiutarle; per fortuna loro non sono state come i bambini precedenti, e si sono lasciate aiutare senza problemi. Però non ero convinto e sono tornato nuovamente dal bambino in prima fila. Lui appena mi ha visto si è messo a piangere un’altra volta, ho capito che lì facevo solo danni e me ne sono andato. Successivamente abbiamo fatto un gioco, Parola Magica: l’aveva preparato Rebecca. I bambini sono stati molto partecipi. Ho notato che, nonostante siano solo in seconda, hanno già letto molti libri perché ne parlavano con la maestra: veramente bravi. Concludo dicendo che è stato un progetto interessante. Mi ha fatto capire quanto sia difficile il lavoro delle maestre, che riescono a comunicare con bambini così piccoli.

Tommaso Bruchi


Insieme ad altri due miei compagni sono andato in una quinta. Abbiamo scelto di leggere la storia di un calciatore brasiliano, Joao, raccontata da Vittorio Zucconi.
Oltre alla lettura del testo abbiamo fatto anche qualche gioco, pur sempre didattico, per far divertire i ragazzi e occupare tutto il tempo a nostra disposizione, altrimenti, con la sola lettura, sarebbe avanzato.
Nonostante un iniziale disagio, la tensione si è man mano sciolta. La classe si è dimostrata molto attenta e silenziosa, forse fin troppo, infatti i ragazzi della mia classe erano come delle statue, avevano paura di esprimere la loro opinione e anche di scambiare qualche parola con noi.
La presenza della maestra è stata comunque di aiuto.
Questa esperienza ci ha fatto crescere ed è stata anche divertente.

Alberto Mendola


Come libro avevo deciso di portare La Fabbrica di Cioccolato.
Ho scoperto questo libro quando facevo le elementari grazie alla mia maestra. Mi era piaciuto molto e ricordo di averlo riletto tante volte, ma ogni volta rimanevo stupita come fosse la prima.
Sono rimasta molto impressionata dall’attenzione e dalla partecipazione dei bambini. Inizialmente pensavo che sarebbe stato un compito molto semplice, in fondo dovevo soltanto leggere tre pagine di un libro a dei bambini di otto anni, ma, vedendo la situazione dalla parte dell’insegnante e non dell’alunno, ho cambiato idea. Ci sono stati dei momenti divertenti, per esempio quando abbiamo chiesto a un bambino se voleva una mano a disegnare e lui ha risposto:” No no, non ho bisogno di aiuto, sono bravo e il mio disegno è bellissimo così”.
E’ stata una bella esperienza, soprattutto mettersi alla prova con dei bambini e con qualcosa che non avevo mai provato.

Matilde Carli


A parer mio, il progetto è stato molto utile a tutta la classe, che ha potuto immedesimarsi in un insegnante e capire che non è per niente un lavoro facile.
Io sono capitato in una quarta elementare. Quei bambini erano veramente confusionari e mi hanno fatto tornare in mente come ero io alla loro età. Prima di questa occasione, non mi ero mai fermato a pensare a quanto sia difficile tenere a bada dei bambini. Nella classe in cui sono capitato gli alunni si mettevano pure a ballare e le maestre non sapevano nemmeno loro come calmarli.
Una volta tornati tutti alla nostra cara e vecchia scuola, io e i miei compagni ci siamo messi a discutere sulle nostre brevi esperienze ed è saltata fuori una conclusione: nessuno di noi intraprenderà una carriera da insegnante.

Thomas Fortunato


La classe in cui mi trovavo, durante la lettura, è stata molto attenta, ad eccezione di alcuni bambini che si alzavano e parlavano tra loro, nonostante i rimproveri degli insegnanti… A metà lezione abbiamo fatto un gioco che ha coinvolto e divertito tutti.
Dopotutto è stata un’esperienza istruttiva e molto divertente.

Giulia Cetoloni


Leggere a dei bambini di 6 o 8 anni all’apparenza sembra semplice, ma non è così. Non vuol dire solo posizionarsi davanti alla cattedra e iniziare a leggere due pagine velocemente, senza guardare nessuno: lo scopo è quello di attirare il più possibile la loro attenzione e di fargli vivere a pieno la storia che stai raccontando.
In ogni classe, come sempre, ci sono ragazzi più svegli che hanno sempre la risposta
pronta e altri invece più timidi, che hanno paura anche di alzare la mano e dire qualcosa di sbagliato, ma sono proprio questi che hanno la risposta corretta, su cui hanno ragionato per molto tempo.
Io, nella classe in cui sono capitata, dopo la lettura del libro (L’occhio del lupo di Daniel Pennac), ho cercato di fare qualche domanda per capire se avessero compreso la trama e il messaggio che volevo comunicare. Beh, alla fine, anche grazie all’aiuto della maestra, è stato bello ascoltare le loro riflessioni, che, anche se non molto articolate, erano efficaci e appropriate. Al termine dell’attività, ognuno di loro ci ha fatto un sacco di complimenti e ci hanno salutato con abbracci pieni di affetto, come se ci conoscessimo da una vita e fossimo i loro amici più cari…
E’ stata una bella esperienza. Mi ha fatto capire che non bisogna sottovalutare troppo le persone e soprattutto questi bambini, che ancora non sanno ne’ leggere ne’ scrivere, ma sono comunque in grado di capire e di costruire dei pensieri giusti che lasciano qualcosa anche dentro chi li ascolta.

Lunya Carnazza


Il mio gruppo è stato assegnato a una classe prima, dove ci hanno accolto i bambini e la loro maestra.
Abbiamo iniziato a leggere Il piccolo principe e i bambini sembravano essere abbastanza presi dal racconto.
In alternanza alla lettura abbiamo fatto qualche gioco per non annoiarli troppo.
La mia prima impressione è stata di sorpresa perché i bambini erano molto concentrati, al contrario di come mi aspettavo, e si sono rivelati molto presenti, attivi, interessati nella nostra lettura.

Tommaso Nicodimos


l progetto “Libriamoci” mi è piaciuto molto perchè ho potuto sperimentare il ruolo di insegnante per un giorno. Vedendo tutti i bambini che ascoltavano attentamente ciò che leggevo mi sono sentita rassicurata perchè ho capito che non si stavano annoiando.
C’è un evento che solo a ripensarci mi viene da riderci su. Stavamo facendo un gioco e avevamo chiesto il significato della parola esultanza. Nessuno lo sapeva. Poi un bambino ha detto: “Io esulto quando fa goal Ronaldo o Dybala!”. E la maestra con tono scherzoso ha risposto: “Io quando fa goal la Juve piango!” E così ci siamo messi tutti a ridere.
Mi piacerebbe rifare il progetto perchè è stata un’esperienza gradevole e positiva.

Sofia Lorenzoni


Per “Libriamoci” io e altri tre miei compagni abbiamo letto Il GGG ad una quarta elementare. Nonostante la nostra poca esperienza con i bambini, è filato tutto liscio. Ho notato l’entusiasmo durante i giochi fatti insieme e molto rispetto nei nostri confronti da parte della classe (non molto numerosa, formata in gran parte da femmine). Questo mi ha stupito davvero tanto.
Sinceramente mi aspettavo una mattinata più complicata; inizialmente c’era molta vergogna tra noi e loro, ma passato il primo quarto d’ora sembrava che quei bambini ci conoscessero da molto più tempo. Il momento che mi ha colpito di più tra tutti è stato durante i giochi, in particolare quello in cui dovevi cambiare una lettera di una parola per formarne un’altra. Pensavo che per loro fosse difficile quel gioco, invece sono riusciti a trovare molte più parole di quante ne avessimo preparate noi in classe!
È stata una mattinata diversa dalle altre, in cui mi sono divertita tornando un po’ bambina.

Sofia Rega


L’esperienza di “Libriamoci” è stata molto interessante. Devo dire che mi sono anche divertita. Abbiamo insegnato qualcosa a i bambini ridendo e giocando. Mi sono sentita grande, matura, soddisfatta perché mi sono resa conto di aver fatto qualcosa di buono. È stata quindi un’esperienza costruttiva, che mi ha cambiata moralmente e mi ha fatto sentire accolta. I bambini ai quali abbiamo letto il libro Divertentissimo me sono stati veramente gentili e carini con noi, rendendo il nostro compito ancora più facile e divertente.

Olimpia Migliorini


Un’esperienza unica, fantastica, che ti dà la possibilità di praticare per un giorno il lavoro che, almeno per me, è un sogno.
Io ero in una prima. È stato bello comunicare con dei bambini così piccoli, che stanno imparando a leggere, a scrivere, insomma che stanno apprendendo un po’ per volta le cose essenziali per procedere di grado.
Mi sono divertita davvero tanto, notando anche la simpatia di questi bambini e la loro voglia di sorridere sempre.

Emma Alfani


Con il mio gruppo eravamo in una prima. Inizialmente, a dire la verità, non ero del tutto tranquillo, ma un po’ agitato e tanto per rompere il ghiaccio i miei compagni mi hanno mandato per primo.
Mentre leggevo Il piccolo principe c’era un silenzio tombale. Dopo la lettura ho cominciato a fare delle semplici domande: se gli era piaciuto il libro, se avevano capito tutto…, ma nessuno rispondeva, sembrava che fossero muti. Poi però durante il seguito del progetto mi sono divertito molto, anche perché i bambini erano molto vivaci (tranne quando leggevo io).
Ci sono stati diversi episodi buffi, ma quello più divertente è stato quando Damian è venuto alla lavagna chiamato dalla maestra e, euforico per la risposta corretta che aveva dato, si è messo a ballare, facendo la “dub” (una ballo che va di moda tra gli adolescenti). Nella classe c’erano altri elementi singolari. Sembrava che ci fossero un protagonista e un antagonista: il protagonista era Jhonny, un bambino albanese, e l’antagonista era Brando, che, ogni volta che Jhonny faceva o diceva qualcosa, lo riprendeva sempre come se fosse la maestra. Il bambino di cui mi ricorderó meglio sarà sicuramente Jhonny, perché era quello più allegro, con quella faccia simpatica e il più vivace in assoluto, tanto che ad un certo punto la maestra lo ha “buttato” fuori dalla classe perché disturbava troppo.
È stata senza dubbio una esperienza fantastica che non mi scorderò mai.

Thomas Pasini


Durante la giornata “Libriamoci” sono capitato con il mio gruppo in una prima. Inizialmente mi sono sentito un po’ spaesato: cercavo di trovare un modo giusto e accattivante di esprimermi con i bambini, ma non era facile. Durante la mattina ci sono stati diversi episodi divertenti. Mentre leggevo il mio libro, Cipì, tutti i bambini si mettevano a ripetere le frasi buffe che leggevo, ridendo.
È stata una mattinata in cui per la prima volta mi sono messo nei panni di un insegnante.

Tommaso Francioli


Il progetto “Libriamoci” é stata un’esperienza, tutto sommato, positiva.
Io mi sono trovato in una quinta. I bambini erano molto calmi e timidi, dal mio punto di vista un po’ troppo. L’atmosfera non mi metteva a mio agio; i bambini erano immobili e ci fissavano. La situazione può sembrare divertente, ma in realtà a trovarcisi dentro era un po’ inquietante.
Gli alunni non erano partecipativi ma spero che abbiano capito almeno qualcosa del libro che abbiamo letto, Stranieri come noi di Vittorio Zucconi. É stata un esperienza non troppo divertente ma sicuramente istruttiva.

Francesco Lanciotti


Questo progetto ti insegna a relazionarti con i bambini e a divertirti con loro facendo giochi simpatici e istruttivi.
La parte più divertente è stata quando Tommaso Bruchi ha chiesto a un bambino se poteva aiutarlo a disegnare, ma questo gli ha risposto che non ne aveva bisogno perché lui era bravissimo a farlo da solo.

Rebecca Puliti