Il ricordo di una tragedia

 

 

Articolo sulla cronaca locale de “La Nazione” del 12/06/2019

Entrando al Liceo, ragazzi e insegnanti dovranno fare attenzione a non inciampare in una piccola lastra a ricordo di un loro coetaneo nato in Mali e annegato nelle acque del Mediterraneo a 14 anni, il 18 aprile 2015, in uno dei più spaventosi naufragi avvenuti nel mar Mediterraneo dalla seconda guerra mondiale, dove morirono annegati nel canale di Sicilia oltre mille esseri umani che cercavano di raggiungere il nostro Paese.
Nessuno conosce il suo nome, ma Cristina Cattaneo, medico legale che ha raccolto con cura le sue spoglie, nel libro “Naufraghi senza volto” ha rivelato un dettaglio che ha commosso molti. Cucito nel risvolto di una tasca dei suoi abiti ha trovato infatti, ben riposta, la sua pagella piena di buoni voti scritti in arabo e francese.

Pietra “d’inciampo”

Un documento che dava prova del suo impegno scolastico e che lui ha desiderato portare con sé nella lunga traversata del deserto e del mare, perché probabilmente sognava potesse fargli da lasciapassare nel trovare un lavoro o magari proseguire gli studi.

 

L’iniziativa, ideata dalla Prof.ssa Roberta Olmastroni, ha coinvolto gli studenti nella ideazione dei bozzetti per rappresentare la memoria dello studente. Quello ritenuto più significativo è stato selezionato.

la cerimonia della messa in opera della pietra e della relativa targa è avvenuta lo scorso lunedì 10 giugno alla presenza delle Autorità Locali.

 

Targa commemorativa